Accordo Usa-industrie per ridurre il sale negli alimenti

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    il sale negli alimenti

    Ormai ci tassano tutto e non è più neanche una novità. Qualche giorno fa abbiamo visto la tassa sul cibo spazzatura, per contrastare l’obesità, oggi invece parliamo di un’alleanza tra governo Usa e industrie per ridurre del 10% il sale negli alimenti per arrivare a evitare 500 mila infarti e salvare migliaia di vite. Come fare a convincere le aziende o i cittadini a consumarne meno? Può avvenire in due modi: sensibilizzare i produttori o aumentare del 40% il prezzo del sale. La seconda ipotesi avrebbe benefici minori, anche se sembra incredibile.

    La kellog’s per esempio ha iniziato a diminuire il sale nei suoi celebri cereali. Per il singolo si tratta di una modesta riduzione della pressione sanguigna – afferma Crystal Smith-Spangler, che ha coordinato i nuovi dati – ma sui grandi numeri si traduce in una significativa riduzione delle malattie cardiovascolari e in un risparmio”.

    Attualmente ogni americano consuma in media 8-10 grammi di sale al giorno. Il taglio drastico del sale potrebbe impedire 531.885 ictus e 480.358 attacchi di cuore nella fascia di popolazione tra i 40 e 85 anni. Per il sistema sanitario, i risparmi ammonterebbero a 32,1 miliardi di dollari in minori spese mediche necessarie per la cura e la riabilitazione degli infartuati.

    Dolcetto o scherzetto?