Alimentazione equilibrata: più frutta e verdura per proteggere il cuore

Alimentazione equilibrata: più frutta e verdura per proteggere il cuore
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    frutta e verdura otto porzioni

    Cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura sono troppo poche per proteggere il cuore: nel 2003 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, aveva infatti suggerito che, per mantenere il benessere de cuore, erano necessarie 5 porzioni di frutta o verdura al giorno. Secondo quanto pubblicato sull’European Heart Journal bisognerebbe mangiare almeno otto volte al giorno frutta e verdura: in questo modo si possono avere il 22 per cento di probabilità in meno di morire per malattie di cuore. La ricerca è stata svolta da numerosi istituti europei coordinati da Francesca Crowe, ricercatrice presso l’Università di Oxford.

    I dati provenienti dal European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC), progetto finanziato dalla Comunità Europea che si propone di valutare le relazioni tra dieta, stili di vita, fattori ambientali e l’insorgenza di tumori e altre malattie, sono stati studiati per arrivare alla conclusione che sono necessarie almeno 8 porzioni di frutta e verdura al giorno per il benessere.

    «Dobbiamo però essere cauti davanti a questi risultati – precisa la Crowe -. Spesso infatti chi ha un’alimentazione sana adotta anche altri salutari stili di vita che potrebbero contribuire, insieme al consumo di frutta e verdura, alla protezione cardiovascolare».

    «Se è vero che frutta e verdura hanno un effetto protettivo sul cuore - sottolinea in un editoriale di commento allo studio Micheal Marmot, direttore dello University College di Londra -, si potrebbe produrre una pillola coi nutrienti responsabili e non preoccuparsi più della dieta.

    Ma esperimenti condotti somministrando vitamine antiossidanti non hanno portato a conclusioni chiare e definitive sul loro ruolo nel ridurre l’incidenza di cancro e malattie cardiovascolari».

    «Se con ulteriori studi riusciremo a scoprire i meccanismi biologici che stanno alla base della relazione tra frutta e verdura e malattie coronariche – conclude la Crowe – saremo in grado di stabilire se in questo legame c’è un vero rapporto di causalità».

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