Alimentazione funzionale per dimagrire, i consigli e gli esempi

Scopriamo i consigli e gli esempi per dimagrire con l'alimentazione funzionale. Si tratta di una dieta secondo la quale non è necessario eliminare alcun cibo dal proprio menu ma solo combinare gli alimenti nel modo giusto. Una volta scoperti i mix corretti, il peso forma è assicurato. Ecco allora come metterla in pratica.

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    Alimentazione funzionale per dimagrire, i consigli e gli esempi

    Cos’è l’alimentazione funzionale per dimagrire? Scopriamo alcuni consigli ed esempi per mantenersi in forma combinando nel modo giusto i diversi cibi. Secondo questa dieta dimagrante non esistono alimenti da eliminare completamente perché a far accumulare chili di troppo sono semmai le combinazioni sbagliate di cibi, che vanno a intaccare il metabolismo. Secondo la sua ideatrice, Sara Farnetti, quando si scoprono i mix giusti il peso forma è assicurato, senza sforzi inutili e potenzialmente dannosi. Ecco allora alcuni consigli per la dieta funzionale per dimagrire.

    Alimentazione funzionale e sovrappeso corporeo

    sovrappeso

    La dieta funzionale di Sara Farnetti, specialista di nutrizione funzionale, ritiene che non esistano alimenti che fanno ingrassare ma solo combinazioni di cibi sbagliate, quindi il sovrappeso dipende da questi abbinamenti scorretti. La ballerina russa Natalia Titova, che segue la dieta funzionale, ne ha confermato l’assoluta efficacia.

    Quando gli alimenti vengono combinati correttamente, condizionano il lavoro degli organi e la liberazione degli ormoni che determinano l’accumulo di grasso in certe zonde del corpo. L’alimento preso individualmente, anche quando si tratta di cibi molto calorici, non fa accumulare chili di troppo e quindi non ha senso eliminarlo.

    Difatti sono gli ormoni, secondo l’alimentazione funzionale di Sara Farnetti, ad attivare e disattivare i geni e quindi a farci ingrassare o dimagrire. Per esempio quando viene rilasciata troppa insulina, ormone che mantiene in equilibrio gli zuccheri nel sangue, in seguito al consumo eccessivo di alimenti con zuccheri e carboidrati, si aumenta di peso. Per non parlare degli effetti dannosi a livello di salute.

    In questo tipo di dieta un ruolo importantissimo lo svolge anche la cottura. Si ritiene che determinate tipologie di cottura siano infatti più dietetiche rispetto ad altre e anche in questo caso è importante utilizzare gli ingredienti giusti, sostituendo per esempio l’olio di semi con l’olio di oliva.

    Dieta funzionale: menu settimanale

    cibi funzionali

    Il menu settimanale della dieta funzionale prevede precise combinazioni di cibi evitandone altre.

    Al mattino è importante evitare troppi carboidrati. Una colazione tipo comprende una fetta di pane tostato con olio EVO e una tisana.

    Gli spuntini di metà mattinata e del pomeriggio includono soprattutto frutta secca, semi oleoli e cioccolato fondente.

    A pranzo di può consumare, per esempio, del riso con un contorno di verdure ma bisogna evitare di abbinarlo con la frutta, perché questa combinazione aumenta la secrezione di insulina a svantaggio della linea. Le verdure più consigliate sono rucola e radicchio, da mangiare insieme a pesce, carne bianca, uova e formaggi magri.

    Le proteine aiutano infatti a velocizzare il metabolismo. Da diminuire il consumo di carne rossa che al contrario rallenta il processo metabolico. Il pranzo può essere concluso con verdure ai ferri.

    La cena della dieta funzionale prevede diverse combinazioni, per esempio pasta e verdura che forniscono carboidrati e favoriscono il sonno. Ottime la lattuga fresca associata a pasta, riso o anche cereali con condimento di olio EVO.

    L’olio è molto consigliato perché riduce l’assorbimento di zuccheri e la secrezione di insulina, a tutto vantaggio del peso forma. La cena può essere terminata con delle verdure cotte lessate o stufate. Esse contribuiscono a fornire all’organismo la giusta quantità di fibre, che diminuiscono a loro volta l’assorbimento degli zuccheri.

    Se si ha voglia di fritti niente paura perché si possono mangiare. Addirittura secondo la dieta funzionale aiutano il fegato e abbassanno il livello di zucchero nel sangue, purché vengono fritti sempre in olio EVO e mai in olio di semi, a una temperatura di 180 gradi.

    Spezie e sale sono ottime per favorire l’ossidazione ma vanno aggiunte alla frittura solo una volta terminata la cottura. Inoltre è meglio mangiare il fritto dopo le verdure crude miste, in modo da rendere più semplice il lavoro ai reni riducendo al tempo stesso l’indice glicemico del pasto complessivo.

    Dieta funzionale per dimagrire

    dimagrire con dieta funzionale

    Lo schema della dieta funzionale prevede verdura cruda in quantità, meglio se di stagione, perché favorisce il lavoro dei reni, per non parlare delle proprietà antiossidanti contro i radicali liberi.

    Ogni pasto deve comprendere un solo zucchero, quindi no a riso, pasta, patate nello stesso pranzo o cena visto che sono tutti cibi che contengono parecchi zuccheri. E’ sufficiente consumarli separatamente, senza escluderli dal menu.

    Per quanto riguarda i condimenti, va privilegiato l’olio extra vergine di alta qualità in cottura, che aiuta il buon funzionamento del fegato. Invece è meglio evitare di cuocere il burro.

    Non vanno mescolati grassi, carne e pesce, fritti durante lo stesso pasto.

    Inoltre bisogna optare per cotture leggere, che aiutino l’eliminazione del colesterolo e delle sostanze tossiche per l’organismo.

    Il fritto non è bandito ma come premesso, è indispensabile sostituire l’olio di semi con quello di oliva.