Allergie alimentari, quali sono i cibi più pericolosi?

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    Le allergie alimentari sono estremamente pericolose e mietono ogni anno numerose vittime: ne soffrono, infatti, circa 2 milioni e mezzo di persone, soprattutto bambini. Stando a recenti studi, entro il 2015 un italiano su due potrebbe essere allergico. Ma quali sono i cibi più pericolosi? Vediamo insieme gli alimenti cui fare particolarmente attenzione, soprattutto in fase di svezzamento e come accertare un’eventuale allergia, che non va assolutamente confusa con la più semplice e innocua intolleranza.

    Le allergie causano disturbi di diversa natura, dalle crisi d’asma agli eritemi cutanei, dall’orticaria al più grave choc anafilattico. Le intolleranze, invece, possono dare senso di gonfiore, flatulenza e difficoltà di digestione. Sono molti i medici che considerano quest’ultimo disturbo sia sopravvalutato e che, le intolleranze non siano altro che il risultato di una situazione psicologicamente stressante.

    I cibi che provocano più allergie

    soia allergia

    I cibi più pericolosi sono sicuramente: frutta secca, arachidi, frutta e verdura (nel 72 percento dei casi). Seguono poi i crostacei-gamberi (13 percento), pesce (4 percento), uova e latte (3 percento ciascuno), cereali (2 percento) e carne (1 percento). Tra questi, i prodotti che causano le crisi più pericolose sono sicuramente i crostacei (90 percento), poi i cereali (82 percento) e le uova (80 percento). Tra i vegetali, invece, è bene stare attenti al sesamo, alla soia, agli spinaci, all’avocado, agli arachidi e ai semi in generale. Infine, un’ultima avvertenza, quella più complicata da monitorare: la causa più frequente di allergia ai vegetali è rappresenta dalle proteine LTP, contenute soprattutto in pesca, mela, albicocca, ciliegia, nocciola, arachidi e noci.

    Leggere le etichette


    etichette alimentari

    Per evitare una crisi allergica è sufficiente non mangiare determinati cibi. Sembra una cosa semplice, invece non lo è. Ciò non vuol dire solo escludere un alimento, ma una serie di piatti. Pensiamo alle uova, possiamo trovarle nella pasta, nei dolci, ma anche nelle panature, ecc. La questione si complica quando si va al ristorante e quando si acquistano prodotti già confezionati. Diventa quindi molto importante chiedere indicazioni precise ai camerieri, avvertendoli del problema, e leggere con attenzione le etichette. Ricordiamo che una direttiva europea del 2004 ha imposto alle aziende l’obbligo di dichiarare eventuali tracce dei 12 alimenti (elencati nel paragrafo precedente), che sono responsabili delle allergie più frequenti.

    Diagnosi

    skin test

    Come si diagnostica un’allergia? Per essere sicuri, bisogna fare dei test che possono essere di due tipi. Il primo è test di provocazione e durante cui si mettono a contatto con la pelle gli estratti alimentari e si verificano le reazioni cutanee e non solo. Altrimenti si possono prevedere i test di eliminazione. In questo caso si tolgono dalla dieta dei prodotti e si controllano le reazioni. È molto importante, inoltre, riflettere sul ruolo dello svezzamento. Seguire le indicazioni del pediatra, che oggi prevedono l’introduzione di un cibo alla volta solo dopo i 6 mesi, dovrebbe essere estremamente utile per evitare crisi allergiche.

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    Foto di artnoose, Konstantina (Exei gousto), paPisc