Attenzione al junk food: seduce e contribuisce al diffondersi dell’obesità

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    junk food bambini

    Resistere al junk food è una prova complicata un po’ per tutti i golosi. Il cibo spazzatura, che siano merendine o prodotti del fast food, sono così saporiti e irresistibili che è davvero uno sforzo di volontà quello che bisogna fare per non divorarlo. Inoltre, la pubblicità è sempre particolarmente allettante. Per tutti questi motivi gli esperti della Texas A&M International University hanno deciso di lanciare l’allarme, rivolgendosi soprattutto ai genitori, garanti della dieta dei bambini: tenete lontano voi e i vostri bambini dal junk food, per evitare il rischio obesità e di conseguenza l’insorgere di alcune malattie, molto pericolose.

    Correggere le abitudini alimentari dei bambini

    Mamma e papà devono cercare di prestare più attenzione alla dieta dei loro piccoli, intervenendo anche in modo brusco quando c’è da scegliere che cosa mangiare e soprattutto cercando di annullare il messaggio seducente di alcuni spot pubblicitari. La ricerca ha preso in esame un gruppo di piccoli tra i 3 e i 5 anni, mentre guardavano dei cartoni animati.Uno inneggiava alle patatine, l’altro le mele in una salsa. È emerso che i bimbi che hanno guardato lo spot con le patatine chiedevano a genitori, una volta a casa, di poterne mangiare. Se i messaggi pubblicitari sono subdoli ed efficaci, per i bambini il giudizio delle mamme e dei papà è ancora più importante. Per questo è fondamentale sensibilizzarli al cibo sin da piccolissimi: la cultura alla corretta dieta è l’unico strumento per difendere la salute dei bimbi.

    La gola dipende dai geni

    Ci sono persone che non hanno mai fame e non si lasciano sedurre da cibi dall’aspetto invitante e persone, invece, estremamente golose. E’ su di loro, di solito, che il junk food fa più presa. Un nuovo studio condotto da Jeanne McCaffery del ‘Miriam Hospital’s Weight Control and Diabetes Research Center’ ha scritto che la predisposizione a consumare cibi dolci, grassi e snack è scritta nel Dna di ognuno di noi. Ci sono due geni (FTO e BDNF) che influenzano la predisposizione a ingrassare e a sviluppare obesità. Dalla ricerca è emerso che una copia mutata di FTO aumenta il rischio obesità del 30 percento, due copie quasi raddoppiano il rischio (più 70 percento). Com’è possibile? Secondo gli esperti, le proteine prodotte dai geni agiscono sul cervello stabilendo, nel vero senso della parola, se la persona ha voglia di mangiare oppure no. È stato verificato che chi ha questa mutazione tende a consumare circa 100 calorie in più al giorno. Non siate tristi: essere consapevoli di questa tendenza aiuta a correggersi e a evitare di prendere peso inutilmente.