Ballerina della Scala cacciata dopo la denuncia sull’anoressia

da , il

    ballerina anoressia denuncia

    E’ stata cacciata dal Teatro La Scala dopo avere denunciato il grave pericolo dell’anoressia per moltissime ballerine. Mariafrancesca Garritano, conosciuta con il nome d’arte di Marygarret, aveva infatti dichiarato all’Observer che “una danzatrice della Scala su cinque soffre di disturbi alimentari”. Non è la prima volta che si parla di disturbi alimentari per le ballerine di danza classica. Troppe ragazze si sentono fiere e soddisfatte dopo avere consumato un caffè e due fette biscottate per colazione, uno yogurt (magro) per pranzo e una mela o una banana per cena. Tutto questo per mantenere la linea che si richiede alle danzatrici. Avete mai visto una ballerina classica portare la taglia 44?

    La ballerina ora licenziata aveva già denunciato il fenomeno in un libro, «La verità, vi prego, sulla danza» (Italia Press edizioni). Non solo un problema delle modelle quello della magrezza eccessiva e dell’anoressia, ma un diktat anche per le ballerine di tutti i teatri del mondo.

    La direzione della Scala si è limitata a comunicare che «il Teatro si è visto costretto a risolvere il rapporto di lavoro con la signorina Maria Francesca Garritano in seguito alle interviste e dichiarazioni pubbliche da lei rilasciate ripetutamente in un ampio arco di tempo; dichiarazioni nelle quali si è concretizzata una lesione dell’immagine del Teatro e della sua Scuola di Ballo, nonché la violazione dei doveri fondamentali che legano un dipendente al suo datore di lavoro, facendo venir meno il necessario rapporto fiduciario che è alla base di tale legame».

    Lei però si difende e spiega le motivazioni delle sue parole: «Sono amareggiata. Mi ha toccato molto non essere volutamente capita, il mio scopo non era denunciare ma raccontare un’esperienza personale per sensibilizzare il pubblico».

    Diete punitive e un fortissimo spirito di competizione: è una gara a chi mangia di meno e a chi riesce ad essere più leggere per librarsi nell’aria più facilmente durante gli spettacoli. “Quando ero a scuola di danza – ha raccontato – molte ragazze, me compresa, non avevano più le mestruazioni per via delle diete punitive alle quali si sottoponevano”.

    Ragazze giovanissime che consumano, al giorno, solo uno yogurt e un frutto sottoponendosi anche ad esercizi massacranti. Ora che è stata licenziata ha deciso di impegnarsi per l’associazione «Mi nutro di vita» di cui è socia onoraria insieme a Michela Marzano, docente di Filosofia all’Università di Parigi. L’obiettivo del loro lavoro è quello di istituire la giornata nazionale del disturbo alimentare, per informare ed aiutare moltissime ragazze.