Bulimia, come comincia e come guarire?

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    La bulimia è un disturbo alimentare molto grave, che si manifesta con una voglia incontrollata di cibo. Si tende a mangiare in grandissime quantità e poi si fa di tutto per eliminare quanto si è ingerito, provocandosi anche il vomito o assumendo lassativi. La bulimia, come tutte le patologie di questo genere, ha un’origine psicologica. Lo si fa per autopunirsi, per compensazione, per voglia di distruggersi, per commiserarsi, ecc. non certo per fame o per gola, anzi in linea di massima i bulimici non mangiano con una logica, semplicemente immagazzinano tutto quello che trovano a portata di mano.

    Le cause della bulimia

    Come abbiamo accennato la bulimia è un disturbo che ha un’origine psicologica. Secondo gli esperti, nasce a seguito di un rapporto difficile con la madre (magari si tratta di una donna complessivamente anaffettiva). Si sceglie quindi di rifarsi sul cibo per compensare quell’amore e quelle attenzioni che sono mancante in tenera età. Ovviamente ci sono altri fattori che possono predisporre a questa malattia, come avere una bassa autostima, essere perfezionisti, fare spesso diete ipocaloriche molto rigide e soprattutto non studiate da un esperto (magari con scarsissimi risultati). Inoltre, i disturbi comportamentali dell’alimentazione spesso si manifestano a seguito di un trauma, come un lutto o la fine di una storia d’amore molto importante.

    Chi sono i bulimici

    I bulimici sono persone che mangiano in modo esagerato: spesso lo fanno di nascosto, perché si vergognano di non sapersi controllare. La bulimia si palesa, nella maggior parte dei casi, in giovane età. Può, infatti, comparire intorno ai 10 anni e alla fine dell’adolescenza. A differenza dell’anoressia, che tocca soprattutto le ragazze e che nasce spesso da un complesso esteriore, la bulimia riguarda entrambi i sessi ed è molto frequente anche negli uomini. Davanti a un figlio bulimico è bene non nascondere la testa, ma cercare di guardare negli occhi il problema. Fate quindi attenzione alla relazione che il vostro bambino instaura con il cibo, alle crisi di fame notturna e alle ore passate in bagno, magari per espellere il cibo. I bulimici non sempre tendono ad aumentare di peso, perché molti ricorrono a stratagemmi, quali lassativi, diuretici, sport agonistico (spesso si sfocia in vigoressia) o vomito autoindotto, per eliminare completamente quello che hanno mangiato.

    Come si cura la bulimia

    Proprio come per l’anoressia, la terapia inizia dal riconoscimento del problema. Il bulimico deve accettare e ammettere di essere malato. È proprio partendo da questa consapevolezza che si può iniziare una terapia con uno psicologo. Nei casi più gravi, i medici possono decidere di prescrivere degli psicofarmaci, magari per uscire da quello stato di depressione che alimenta il disturbo del comportamento alimentare. È un percorso lungo, spesso segnato da ricadute, ma fattibile. Ci vuole tanto impegno, tanta convinzione e anche tanto amore, soprattutto da parte della famiglia del malato.