Celiachia: il nuovo test per i bambini per scoprire le intolleranze

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    Un nuovo progetto per scoprire la celiachia prevede un test della saliva in tutte le scuole per scoprire l’intolleranza nei bambini. Pensate che il 90 per cento dei celiaci non sa di soffrire di questa intolleranza che è molto pericolosa, soprattutto nei bambini, perché porta al malassorbimento delle sostanze nutritive di base. Proprio per questo motivo, i pediatri dell’università di Roma “La Sapienza”, sotto il controllo della responsabile del Centro Celiachia Margherita Bonamico, hanno pensato ad un progetto che vuole coinvolgere tutte le scuole della capitale, per sottoporre a questo semplice test circa 7000 bambini fra i sei e gli otto anni.

    Per il test è necessario raccogliere solo una piccola quantità si saliva. In questo modo si possono trovare gli anticorpi anti-transglutaminasi tipici della celiachia. Tutti i bambini che presentano alterazioni dopo questo esame devono essere sottoposti ad un’endoscopia di conferma e dovranno poi seguire una dieta senza glutine.

    «Il test salivare è ben accetto dai bambini e anche dai loro genitori: oltre il 90 per cento dei piccoli che abbiamo invitato si sono sottoposti al test – dicono i ricercatori –. Si tratta di un test semplice ma riproducibile e sensibile, che potrebbe aiutare a individuare i piccoli celiaci: i bambini diagnosticati, che sono stati sottoposti a una dieta priva di glutine, in tre anni hanno avuto un significativo miglioramento nella crescita, senza complicazioni e con un buon grado di aderenza alla dieta».

    Il problema è che molto spesso questa malattia è silente e asintomatica: «I soggetti positivi ai marcatori di celiachia ma asintomatici hanno tratto notevole vantaggio dalla dieta: riferivano di stare meglio e di avere una qualità della vita migliore, inoltre erano spariti i sintomi gastrointestinali sotto-soglia che pativano quando si alimentavano in maniera standard – spiega il coordinatore dello studio, Katri Kaukinen –. Una volta conclusa la sperimentazione, l’85 per cento dei pazienti che avevano seguito la dieta senza glutine pur essendo inizialmente senza sintomi evidenti di celiachia ha dichiarato di volerla continuare, perché si sentiva meglio. Tutto questo indica che lo screening con test non invasivi, come quelli della saliva o sul sangue, può essere opportuno nella popolazione a rischio: chi è positivo può infatti trarre vantaggio dall’eliminazione del glutine».