Cibi grassi: come droghe per il cervello

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    L’avevamo sempre sospettato: quando siamo tristi e depressi niente di meglio di qualche cucchiaio di golosa Nutella per farci stare meglio. Ora, per tutto questo, c’è anche un spiegazione scientifica: i cibi grassi e zuccherati agiscono come una droga sul nostro cervello, che ci fa inevitabilmente sentire meglio.

    Attenzione però: le scorpacciate golose stimolano i recettori celebrali che a loro volta ci spingono a desiderare ancora di più questi cibi.

    E’ stato infatti recentemente condotto uno studio dalla Johns Hopkins University di Baltimora che dimostrerebbe proprio come i cibi grassi e zuccherati arriverebbero a modificare i recettori cerebrali.

    I recettori che vengono modificati sono gli stessi che vengono attivati durante l’assunzione di sostanze come la morfina e altri oppiacei.

    Attenzione quindi alle abbuffate incontrollate: proprio come una dipendenza più si va avanti più è difficile smettere, con le conseguenze che immaginate per la nostra linea e la nostra salute.

    Questi risultati sono interessanti perché abbiano osservato dei cambiamenti nei recettori degli oppioidi in una zona del cervello che controlla quanto si mangia nel corso di un pasto“, sottolinea infine il coordinatore dello studio Nicholas Bello.

    Fotografie tratte da

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