Diabete, attenzione alla dieta del turnista

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    Il diabete è una malattia in continua crescita e purtroppo può dipendere da una predisposizione genetica, ma anche dallo stile di vita. Un recente studio di An Pan, nutrizionista dell’università di Harvard, ha verificato quanto la dieta dei turnisti sia un grave rischio per la salute di questi lavoratori: mangiare a orari scombinati, spesso vuol dire mangiare male, aumentare di peso e di conseguenza incrementare il rischio di sviluppare il diabete. Ma vediamo meglio le indagini di questa nutrizionista per comprendere il fenomeno.

    Secondo l’esperta, il pericolo di diabete sale di quasi il 60 per cento per coloro che fanno una vita organizzata su turni per circa 20 anni. Il lavoratore preso a modello sono le infermiere (hanno partecipato alla ricerca 170mila signore). An Pan ha studiato la relazione tra fare i turni di notte (almeno 3 volte al mese) e sviluppare il diabete.

    Il legame è risultato evidente ed è da attribuirsi al peso, in eccesso, e ovviamente alla dieta sbilanciata. Costretti a lavorare di notte, si mangia male (si ricorre molto al cibo spazzatura e agli snack calorici e veloci), magari in orari in cui la digestione è messa a dura prova e può essere che per la fretta non si stia a curare il pasto. Inoltre, anche i momenti di riposo, e quindi il rispetto dei ritmi circadiani , sono scombussolato.

    Come abbiamo già detto in altre occasioni, non rispettare il normale ciclo sonno-veglia crea maggior resistenza all’insulina e aumenta l’appetito e la tendenza ad accumulare chili di troppo. Da queste cattive abitudini dipende lo sviluppo del diabete. Chi quindi è obbligato a fare i turni deve imparare a essere particolarmente disciplinato e prendersi cura del proprio corpo.

    Foto di François et fier de l’Être