Diabete: preferire il riso integrale a quello bianco

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    Esistono tante qualità di riso diverse e se volete avere un’alimentazione equilibrata che sposi bene con il palato è meglio riconoscere almeno le principali. Soprattutto in questa stagione che l’insalata di riso è uno dei piatti forti. Iniziamo dalle principali varietà presenti in Italia. Possiamo trovare l’Arborio (chicchi molto grandi), il Carnaroli (perfetto per i risotti), il Vialone nano, il Padano, l’Originario, il Roma, il Baldo e poi il Ribe (che si presta alla lavorazione parboiled, ideale da usare come contorno. Una regola base: non usate questo riso per fare il risotto. Diventa veramente immangiabile, meglio un Arborio o un Carnaroli.

    In Italia abbiamo anche tanto riso integrale, ho elencato questi solo perché sono i più caratteristici. Esistono anche tanti tipi di riso orientali (li adoro) e sono diventati molto di moda anche nella cucina italiana, grazie alle contaminazioni culinarie e al diffondersi di ristoranti indiani, thai o cinesi.

    Il più conosciuto è il Basmati, che presenta un chicco lungo, ed è ideale per la cottura al vapore. Poi c’è il Venere, un riso pregiatissimo, detto anche per il colore riso nero. Troviamo il Thai e il Patna che sono tipici della Thailandia.

    Per quanto riguarda la cucina, ricordiamoci che in caso di diabete non bisogna esagerare con questo alimento. È consigliato sostituire quello classico, con quello integrale perché, spiegano i ricercatori, è superiore al riso bianco in quanto a contenuto di fibre, sali minerali, vitamine e sostanze fitochimiche, e la fibra in esso contenuto rallenta l’assimilazione del glucosio, prevenendo il diabete.

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    risodibaraggia.it

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