Dieta equilibrata e corretta: gli italiani ne sanno poco

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    Dieta equilibrata e sana

    Dieta equilibrata e sana: questa sconosciuta. Pare proprio così per gli italiani che, in vari sondaggi, si sono mostrati abbastanza ignoranti per quanto riguarda le regole base dell’alimentazione. Lo svela anche una nuova indagine italiana condotta su 13mila persone nel progetto nato dalla collaborazione tra ADI (Associazione italiana dietetica e nutrizione) e Nestlé. Pensate che il 16 per cento delle persone in sovrappeso non riconoscono la loro condizione e gli obesi, dichiarano di essere semplicemente in sovrappeso. Fino a che non si avrà una giusta percezione del nostro fisico, ma soprattutto della pericolosità di certi atteggiamenti alimentari, sarà molto difficile cambiare e cose.

    Il problema è che, molto spesso, le persone anche obese e in sovrappeso si dichiarano soddisfatte del loro fisico e questo succede nel 22% dei casi. Non è la questione di due chiletti in più: l’obesità è una malattia che può portare complicazioni molto serie per la salute.

    «Questi dati – sottolinea Giuseppe Fatati, presidente ADI – confermano come le informazioni fornite fino ad oggi ai cittadini non sono state recepite o meglio non sono riuscite a far comprendere il messaggio. Il peso è visto ancora come un fattore prettamente estetico e quindi valutabile in modo soggettivo e personale. I magri, soprattutto quelli che hanno un’attenzione esasperata per il ruolo dell’alimentazione e del peso, si considerano normopeso perché seguono un parametro di giudizio soggettivo (il proprio obiettivo) indipendente dallo stato di salute. Nello stesso modo, alcuni obesi non si considerano tali perché seguono modelli legati a un immaginario soggettivo relativo al proprio stato sociale e culturale».

    Mangiare davanti alla televisione o al pc, abuso di alcolici, vita sedentaria: ecco quali sono le cause più comuni del sovrappeso e dell’obesità. Parallelamente si assiste però anche al fatto che, moltissime persone non vogliono cambiare le loro abitudini, non percependone la pericolosità.