Dieta mediterranea candidata come patrimonio immateriale dell’UNESCO

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    La dieta mediterranea come patrimonio immateriale dell’UNESCO? Perché no? O almeno è quello che sostengono le comunità emblematiche, Cilento (Italia), Koron (Grecia), Sorìa (Spagna) e Chefchaouen (Marocco), dei quattro stati che hanno firmato in Marocco la “Dichiarazione di Chefchaouen” proprio per sostenere la candidatura della Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. I quattro stati si impegnano a collaborare e realizzare iniziative a sostegno della dieta mediterranea per tutto il 2010.

    Il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Amilcare Troiano, farà parte della delegazione italiana composta dal Capo di Gabinetto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Giuseppe Ambrosio, dal dirigente SACO XII Direzione generale sviluppo agroalimentare, Stefania Ricciardi, dal Sindaco del Comune di Pollica e Presidente della Comunità del Parco, Angelo Vassallo e dal responsabile del settore promozione dell’Ente Parco, Nerio Baratta.

    Una dieta, un’alimentazione, uno stile di vita da conservare, proteggere e tramandare: ecco perchè l’idea della sua candidatura.

    “Per noi la Dieta Mediterranea, individuata principalmente dal prof. Ancel Keys che trascorse molti anni della sua vita a Pioppi per studiare le abitudini alimentari, lo stile di vita ed i benefici sulla salute che tale alimentazione apportava alle popolazioni cilentane, è un patrimonio condiviso che si tramanda di generazione in generazione” sottolinea il Presidente Amilcare Troiano.

    E conclude:”In quest’ottica, insieme al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, stiamo sostenendo con convinzione e forza la candidatura della Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Mondiale Immateriale dell’Umanità UNESCO”