Dieta Mediterranea? L’80% delle persone non la conosce veramente

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    Spesso si parla di dieta mediterranea e si danno per scontati i principi su cui si basa. Questo regime alimentare è considerato una sorta di patrimonio nazionale, ma forse non è per tutti così. Secondo alcuni sondaggi presentati al convegno romano “Dieta mediterranea dalla prevenzione alla gestione nutrizionale in patologia”, l’80 percento degli italiani non conosce realmente questa dieta e confonde il consumo di un frutto con la dose giornaliera di vegetali. Ma c’è di più. Spesso si associa la dieta a un semplice menù, non a uno stile di vita.

    La dieta mediterranea è uno stile di vita

    La dieta mediterranea non si basa solo sulla necessità di assumere frutta e verdura in quantità, ma anche sul tipo di vita che si conduce. È molto importante fare attenzione agli orari regolari dei pasti, alle porzioni contenute, ma anche al movimento. Inoltre, bisogna tornare a dare importanza alla colazione. Non si fa praticamente più e chi la consuma, nella maggior parte dei casi, sbaglia. Deve essere più ridotta di quella anglosassone (loro spesso saltano il pranzo a differenza nostra), però deve contenere alimenti qualità. Infine, riduciamo il consumo di carne e dolci, alla domenica e ai giorni di festa.

    Dieta Mediterranea addio, benvenuta obesità

    Sono in aumento le persone che hanno problemi di peso: nel 2010, più del 35 percento delle persone risulta in sovrappeso, mentre una persona su 10 è obesa (10,3%); complessivamente, quasi il 46% degli ‘over 18′ ha dei chili di troppo. Questi dati sono stati forniti Rapporto Osservasalute (2011). Per quale motivo? Non c’è un’unica causa, ma di sicuro il risultato è un calo complessivo di prodotti salutari come frutta e verdura. Le persone che mangiano di più sono quelle che hanno la mensa, sempre più determinante nell’assunzione delle dosi giornaliere di ortaggi e frutta. Purtroppo tra i vizi che fanno salire l’ago della bilancia, c’è sicuramente l’alcol: gli adolescenti bevono troppi alcolici, mentre tendono a ridursi complessivamente le persone astemie.

    Le differenze di peso tra Nord e Sud

    Sono più in sovrappeso le persone residenti nelle regioni del Sud (Molise 41,8%, Basilicata 41%, i record di obesità sono in Basilicata 12,7%, Puglia 12,3%) rispetto alle regioni settentrionali. In linea di massima, però, c’è stata una crescita delle persone in sovrappeso, rispetto all’anno precedente, in Valle d’Aosta (31,7% vs 35,2%), in Sardegna (32,3% vs 35,7%) e in Friuli Venezia Giulia (34,5% vs 38%). La situazione che maggiormente preoccupa è quella dei bambini in sovrappeso o obesi: abbiamo nel primo caso il 23% dei piccoli da 6 a 17 anni e nel secondo l’11%, con valori più alti nelle regioni del Centro e del Sud del Paese. È migliorata, invece, la situazione delle persone con 75 anni che hanno registrato – in media – una leggera perdita di peso. Sempre in linea di massima, gli uomini stanno peggio delle donne: risulta in sovrappeso il 44,3% dei maschi rispetto al 27,6% delle signore.