I cibi pronti vanno consumati con moderazione: meno di 2 volte a settimana

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    I cibi pronti sono tanto comodi. Si mettono nel fornetto e in cinque minuti il pranzo o la cena è cotta. È questa anche una moda degli ultimi anni, che ha visto le persone sempre più affascinate dai programmi di cucina, ma sempre meno interessate a mettersi ai fornelli. Secondo una ricerca condotta dagli esperti dell’Università della Tasmania (Australia) chi consuma due o più volte a settimana pasti pronti corre un rischio maggiore di sviluppare malattie cardiache e il diabete. Ne vale la pena? Vediamo che cosa hanno, inoltre, scoperto gli esperti.

    Per giungere a questa teoria, i ricercatori hanno studiato 1.900 persone, tra i 26 e i 36 anni, monitorando le abitudini alimentari. È emerso che 40% degli uomini e il 20% delle donne mangiano due o più volte fuori casa, ma i pericoli maggiori riguardano proprio le donne. Intanto facciamo una piccola precisazione: anche in Italia si mangia al bar o in mensa, ma il cibo da fast food, seppur molto diffuso, non tocca i livelli di Australia e Usa.

    Tornando invece ai pericoli, gli esami del sangue delle donne hanno mostrato livelli di glicemia più elevati e anche una maggiore circolazione d’insulina nel sangue, situazione che può diventare davvero molto pericolosa per lo sviluppo del diabete. Ciò che però preoccupa di più sono i grassi.

    Secondo le stime, un pasto take-away indiano contiene 23,2 grammi di grassi saturi, ovvero più dell’intero fabbisogno giornaliero per una donna. Rendiamoci conto quindi di quello che stiamo rischiando. Mi raccomando, evitate quindi di consumare piatti preconfezionati calorici. Preferite sempre delle verdure crude o alla griglia e magari abbinate delle proteine, come un pesce, del petto di pollo alla griglia o della semplice bresaola.