La dieta ideale per prevenire il diabete

La dieta ideale per prevenire il diabete
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    dieta per diabete

    La dieta per combattere l’insorgenza del diabete di tipo 2 non è solo importante: è fondamentale. Recentemente gli studiosi del Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto Mario Negri di Milano hanno condotto una ricerca che ha dimostrato come la famosa dieta mediterranea (basata su pasta, pane, verdura, legumi, frutta e olio di oliva) riduca il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2. Ma a fine del 2013 un grande studio che coinvolgerà ben 8 Paesi del mondo sta per avere inizio: l’obiettivo di questa ricerca sarà capire qual è il mix perfetto di alimentazione, attività fisica e riposo che sia il più efficace possibile contro l’insorgenza di questa malattia, rea di provocare anche cecità, ictus, attacchi cardiaci e, in casi estremi, amputazioni.

    La particolarità di questo studio sarà quella di non provare i risultati di un solo stile di vita, bensì di due opzioni, per vedere quale alternativa si rivela la migliore in termini di risultati. La Professoressa Anne Raben, capo coordinatrice del progetto presso l’Università di Copenaghen, afferma: “Ci piacerebbe sapere se le raccomandazioni attuali su dieta e attività fisica sono ottimali o se c’è un altro stile di vita ancora più efficace. La società potrebbe risparmiare miliardi in termini di spese sanitarie se fossimo in grado di trovare la formula per meglio prevenire il diabete di tipo 2”. Dunque, benché siano già presenti dei consigli alimentari per limitare questa patologia, si mira a perfezionare ulteriormente i risultati ottenuti da precedenti ricerche. Lo studio durerà tre anni e coinvolgerà 2300 volontari adulti, oltre a 200 ragazzi di età compresa fra i 12 e i 18 anni.

    I soggetti analizzati proverranno da 8 Paesi diversi, e saranno sottoposti a due stili di vita differenti, per capire quale di questi è più efficace contro il diabete di tipo 2.

    Per ciò che riguarda l’alimentazione, il primo tipo di dieta prevede un’alimentazione quotidiana basata principalmente su carboidrati e fibre e con un moderato apporto di proteine, mentre il secondo è costituito da un maggior apporto proteico e da un’introduzione più limitata di carboidrati, che saranno per lo più complessi in modo da rendere più lenta la loro assimilazione. Si sa già che non fare sport aumenta i rischi di ammalarsi di diabete, e per questo, nello studio di riferimento, alcuni volontari sosterranno un tipo di movimento a bassa intensità, ossia 150 minuti di camminata a settimana; nel secondo caso, invece, si ridurrà il tempo dedicato allo sport ma ne sarà aumentata l’intensità con 75 minuti di jogging a settimana. Nell’ambito di questo studio, si presterà particolare attenzione anche all’influenza dello stress e alle ore da dedicare al sonno. Il tutto per una prevenzione a 360 gradi!
    In attesa che passino questi tre anni per sapere qual è il modo giusto per prevenire il diabete di tipo 2, atteniamoci alle regole del buon senso e dell’equilibrio: queste, di sicuro, non fanno mai male!

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