Nuovo peso forma per le Veneri dell’arte, dimagrite con Photoshop

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Foto: Veneri versione top model

I canoni estetici e il peso forma della donna contemporanea sono molto diversi da quelli del passato. Non è un caso che le modelle di oggi siano tutte magrissime, quasi anoressiche, mentre i quadri dei secoli passati ritraggono donne formose, rassicuranti e, se vogliamo, anche imperfette. Siamo più belle oggi o lo erano in passato? È una domanda cui non so rispondere, anche se bisogna ammettere che alcune donne ritratte sono più vere di tante in carne e ossa.

Anna Utopia Giordano ha deciso di compiere un’operazione davvero molto originale: ha passato a Photoshop le Veneri più belle della storia cercando di dare loro le forme delle modelle di oggi. Se guardate con cura la galleria fotografica noterete curve decisamente meno morbide e taglie ridotte. La Nascita di Venere (1485-86) appare meno robusta e meno prosperosa, così come la Venere che scherza con due colombe (1830), uno dei capolavori di Francesco Hayez. Sono decisamente più scheletriche e meno sensuali. Bisogna ammetterlo.

L’artista ha quindi commentato: “Ritoccavo fotografie di uno shooting realizzato per il book di un amico. (…) Mentre giocavo con timbro clone e pennello correttivo riflettevo sulla nostra società, i social network e l’urgenza di essere. Essere accettati, essere (il) presente, trasformare l’apparenza in essere. Insomma tutte quelle dinamiche proprie dell’evoluzione dell’uomo, la naturale conseguenza di ciò che è stato in passato”. Ora la domanda la giro a voi: meglio oggi o prima? Cosa ne pensate di queste donne trasformate in modelle contemporanee grazie a un semplice click?

Possono le donne di oggi con le loro diete maniacali, dalla famosa Posh Spice, Victoria, ad Angelina Jolie, essere dei veri modelli attraverso i secoli?

Ven 10/02/2012 da Valentina Morosini

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Revolucion 13 febbraio 2012 16:47
Subtract karmaAdd karma3 Punti

non riesco a capire il senso di questo lavoro, le veneri rappresentavano un canone per allora allo stesso modo in cui la magrezza oggi lo è
quindi logicamente sarebbe come imporre un ulteriore canone rifacendosi a quelle veneri, stabilendo a priori che oggi il canone è la magrezza e invece il canone giusto sono i chili di troppo (peraltro spesso nemmeno sani) ?
quindi si sovverte un canone imponendone un altro?
un tempo non esistevano le palestre e l’alimentazione sana quindi era più facile avere il seno cadente o il sedere non modellato
e poi vorrei porre un’ulteriore domanda, lo stesso identico ostracismo che oggi vige nei confronti dei chili di troppo non veniva applicato ai chili in difetto? quindi cambia il concetto, mi pare che questo lavoro no indaghi in maniera soddisfacente il vero nodo alla base di queste manie ossia l’intolleranza nei confronti delle diversità e delle varietà

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