Obesità, il sindaco Bloomberg mette a dieta New York

Obesità, il sindaco Bloomberg mette a dieta New York
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    obesità lotta maxi bibite

    L’obesità è una malattia che tocca da vicino molte persone, decisamente troppe. Come contrastare l’epidemia? Questa è la domanda che si stanno facendo tutti, medici, scienziati e anche politici, perché l’obesità è fenomeno sociale, che pesa sulla salute dell’individuo quanto sulle tasche della sanità pubblica. Per questo motivo il sindaco Michael Bloomberg, conosciuto per essere un vero salutista, ha annunciato: «Vieterò le bibite extralarge». Se la Board of Health dovesse approvare la proposta, nessun ristorante o locale pubblico da marzo 2013 potrà distribuire bevande gassate, caffè e succhi di frutta zuccherati in confezioni superiori al mezzo litro.

    Non si può dire quanto questa misura possa portare beneficio alla salute, perché anziché comprare una bibita sola, sarà sufficiente prenderne due per scavalcare l’ostacolo. Intanto, chi cercherà di fare il furbo, dovrà pagare una multa di 200 dollari. Quello che è sicuro è che una proposta simile ha un carattere di per sé educativo, perché dimostra un interesse da parte della classe politica che s’impegna non solo ad amministrare la cosa pubblica, ma anche a difendere la salute dei propri cittadini. È da tempo che si sostiene che per migliorare la forma fisica non sia sempre indispensabile mettersi a dieta, ma potrebbe essere terapeutico eliminare alcune abitudini scorrette, come evitare di bere bibite zuccherate in eccesso o magiare prodotti ipercalorici fuori pasto.

    La polemica

    La polemica Michael Bloomberg ha sollevato un polverone e sono molti quelli che si dicono contrari.

    In prima fila, il Center for Consumer Freedom, impegnata a difendere le industri del fast food, del tabacco e della carne (diciamo i “cattivi” di nuova generazione”), che ha già dichiarato di battersi affinché gli americani possano scegliere cosa e quanto mangiare. Bloomberg è stato ritratto come una tata e sul New York Times (e non solo) è apparsa la pubblicità con il seguente slogan: “I newyorchesi hanno bisogno di un sindaco, non di una tata” e c’è il sindaco in versione nanny, decisamente in sovrappeso. Sono scese in campo anche le grandi aziende come la Pepsi e la Coca Cola, ma il sindaco continua per la sua strada. Ricordiamo che in questi anni ha eliminato, almeno in parte, il fumo dai locali pubblici e, in molte occasioni, ha messo all’indice i cibi troppo grassi e pieni di calorie. È vero però, che polemica a parte, dalla parte del sindaco salutista ci sono soprattutto i pro: le bibite, bevute in modo sconsiderato, aumentano il rischio di obesità e di diabete, malattie che costano moltissimo ai contribuenti.

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