Obesità infantile: bisogna fare attenzione al girovita del bambino

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    L’obesità infantile è uno dei problemi più gravi e spesso i genitori tendono a chiudere gli occhi. Per capire se il piccolo è a rischio obesità, è necessario controllare il girovita del pupo. Lo sostiene Marcello Giovannini, presidente della Società italiana di nutrizione pediatrica. È fondamentale la diagnosi precoce, per evitare che da adulto sviluppi patologie gravi. Secondo i dati del ministero della Salute, quasi il 25 per cento dei bimbi in età scolare è in sovrappeso e il 10% è obeso.

    Si tratta quindi di un rischio da monitorare con attenzione fin dai primi mesi di vita. Ma come fare? È molto più semplice del previsto. “Fino a 24 mesi il dato da tenere sotto osservazione è il rapporto peso/lunghezza. Il valore soglia (cut-off) è all’85° percentile per il sovrappeso e al 95° percentile per l’obesità. Dopo i 24 mesi si può utilizzare anche l’indice di massa corporea, Bmi”, ha raccontato.

    Un altro parametro importante è la plicometria, la misura dello ‘spessore’ del grasso sottocutaneo nella parte superiore del braccio, confrontata con specifiche tabelle, e la misurazione del girovita. Come sappiamo quest’ultimo dato è anche sintomo di potenziali malattie metaboliche o di rischi cardiovascolari, per gli adulti.

    Il medico ha voluto comunicare, inoltre, che un rapporto tra circonferenza vita e altezza, espressi in centimetri, superiore a 0,5 è associato a un rischio più elevato di sviluppare patologie cardiovascolari in età adulta. Insomma, ci sono tanti modi per aiutare i bambini. Il più facile resta quello di andare dal pediatra e non offendersi se vi dice che vostro figlio è grasso e ha bisogno della dieta, anzi, seguitelo.