Pausa pranzo: chi la salta ingrassa di più

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    Non saltare la pausa pranzo

    Non c’è scusa che tenga, neanche la necessità di essere sempre presenti in ufficio. Non bisogna saltare la pausa pranzo. Eppure, in Gran Bretagna, ma sono sicura che anche in Italia sia così, una persona su quattro salta la pausa pranzo e uno su tre mangia un panino o poco altro mentre siede di fronte al computer. Questa brutta abitudine mette a dura prova la linea, ma anche la salute. L’indagine è stata condotta su tre mila persone dal Chartered Institute of Personnel and Development. Vediamo quindi quali sono i rischi di chi decide di risparmiare tempo e soldi sulla pausa pranzo.

    Chi salta il pasto principale, lo fa sostenendo di aver troppo lavoro da sbrigare e di non riuscire a far fronte a tutti i propri compiti. Il 40 per cento dei lavoratori, inoltre, dice di sentirsi sotto stress almeno una volta durante la settimana lavorativa. Di certo staccare la spina seguendo la giusta alimentazione può aiutare a scaricare i nervi.

    Saltare i pasti fa male, soprattutto quando diventa un’abitudine. I pasti sono infatti importanti sincronizzatori del nostro organismo, creano un ciclo regolare in cui alla fame si risponde col pasto, poi c’è la sazietà e così via. Se li saltiamo, salta anche questo meccanismo e l’effetto principale è la tendenza a mangiare poi molto di più.

    Fate conto che la sera quando arrivata a casa avete il doppio della fame e di conseguenza mangiate molto più del normale e non vi muovete fino al mattino dopo: questo vuol dire non bruciare. Ci sarà un motivo perché la Jolie mangia sei volte al giorno?