Per combattere l’obesità, la tassa sul cibo spazzatura serve davvero?

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    Junk Food

    Una tassa o una multa sul cibo meno salutare? Non è fantascienza perchè esiste davvero in alcuni stati Usa dove hanno messo una multa anti-caramelle e bevande gassate nelle scuole per dissuadere i ragazzi dal consumo di junk-food e di conseguenza per combattere l’obesità. Questa tecnica fa parte di una strategia che vuole promuovere una dieta a base di frutta e verdura e scoraggiare l’acquisto di prodotti ricchi di grassi o di zuccheri. Ma sarà davvero utile tassare il junk food?

    Lo studio sul cibo spazzatura

    Una ricerca dell’Univesity of Buffalo nello Stato di New York e pubblicata su Psychological Science ha cercato infatti di capire quali sono le misure fiscali più efficaci per combattere l’obesità. I cibi poco salutari in vetrina sono stati tassati del 12,5% o del 25% e su frutta e verdura sono state applicati invece sconti e tariffe agevolate. In tempo di crisi anche i costi possono influenzare la dieta. “Sconti su broccoli e yogurt – conclude Leonard Epstein, coordinatore dello studio – potrebbero non essere la scelta giusta per combattere l’obesità”.

    Tassare il cibo spazzatura può servire?

    Il problema è decisamente complesso e molto difficilmente si riuscirebbe a risolvere semplicemente tassando i fast food o alcuni tipi di merendine. Ci sono infatti persone che, anche non frequentando fast food, sono abituate a mangiare a casa propria in modo scorretto, aggiungendo troppo burro, sale e salsine ai piatti. In questo caso, l’approccio migliore, anche se certamente meno immediato, è quello di impostare un’educazione alimentare tale che spinga le persone a cambiare stile di vita, senza la minaccia di tasse o multe.

    Per dire addio all’obesità bisogna cambiare stile di vita

    Sull’argomento è recentemente intervenuta anche Emma Bonino secondo cui una tassa sul cibo spazzatura servirebbe a poco dato che la cosa fondamentale non è tanto punire, quanto cambiare lo stile di vita di certe persone. Impegnata a Bruxelles, al workshop dell’European Policy Centre, il vicepresidente del Senato Emma Bonino ha detto: “In effetti il rischio è quello della semplificazione, non per rendere le cose semplici, ma semplicistiche, che è un’altra cosa. In realtà il problema dell’obesità è un problema vero, ma è un problema anche complesso, che ha a che fare più che con il cibo, con la sedentarietà”. Secondo la Bonino infatti, una tassa sul cibo spazzatura servirebbe a poco dato che l’obesità è una vera e propria malattia e come tale va curata. Niente tasse sul junk food quindi, dato che secondo la Bonino, “ l’approccio più corretto è quello delle quantità e degli stili di vita e della sedentarietà a cui tutto ci spinge. Alla fine si rischia di mangiare troppo e muoverci poco”.