Pesce e vino rosso: vietato abbinarli

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    Una volta era una questione di abbinamento: il bianco si beve con il pesce e il rosso con la carne. Poi la moda ha cambiato i giochi. I giapponesi però hanno svelato il motivo scientifico per cui è bene tornare alle vecchie buone abitudini.

    I vini rossi, in abbinato a orate e gamberi, lasciano in bocca un retrogusto spiacevole, «pescioso», per colpa del loro contenuto di ferro, mediamente maggiore rispetto a quello dei vini bianchi. I ricercatori hanno apparecchiato un pasto a base di frutti di mare ad alcuni volontari, tutti conoscitori dei vini. Poi hanno servito loro 38 vini rossi e 26 bianchi. Intendiamoci: non rovinano le proprietà degli alimenti, il pesce resta un toccasana.

    Risultato? quando il vino conteneva una maggior quantità di ferro dopo il pasto restava in bocca più facilmente un sapore poco gradevole. Tanto che il problema scompariva se al vino «ferroso» si aggiungevano enzimi in grado di legare il ferro.

    Ciò non significa che tutti i rossi siano da evitare: le eccezioni alla regola infatti non mancano, e da qualche tempo pare quasi chic scegliere un bel rosso per accompagnare un branzino. L’importante è che si rispetti l’unica regola aurea degli abbinamenti fra vino e cibo: nessuno dei due sapori deve sovrastare l’altroE poi ricordiamoci che un bicchiere a tavola fa bene, per il resto è meglio evitare: gli alcolici sono molto calorici.

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