Proposta la tassa sulle bibite gassate per combattere l’obesità

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    Tassare le bibite gassate per migliorare l’alimentazione degli italiani? Questa è la proposta del ministro della Salute, Renato Balduzzi che ha pensato di mettere una tassa di 3 centesimi su ogni bottiglietta per scoraggiare il consumo di cibo spazzatura. La proposta però ha anche ricevuto moltissime critiche tra cui quella dell’ASSOBIBE, l’Associazione Italiana dei Produttori di Bevande Analcoliche, perchè “una tassa che colpisce esclusivamente le bevande analcoliche gassate è immotivata, discriminatoria e pertanto inaccettabile”. L’idea è proprio quella di scoraggiare il consumo di junk food, sempre più amato anche in Italia e che crea molti problemi di obesità e sovrappeso.

    La proposta del ministro di tassare le bibite gassate

    Secondo l’ASSOBIBE, l’Associazione Italiana dei Produttori di Bevande Analcoliche: “ In Italia i consumi di tali bevande sono stagnanti da circa dieci anni e di molto sotto la media UE. Tanto negli adulti quanto nei bambini. L’Italia è al penultimo posto tra i Paesi UE per consumi pro-capite” e proprio per questo una tassa, seppur minima sulle bevande gassate sarebbe un duro colpo per i produttori. Secondo il ministro invece questa tassa porterebbe nelle casse dello Stato 250 milioni di euro l’anno che potrebbero essere “finalizzati a iniziative di rafforzamento di campagne di prevenzione e di promozione di corretti stili di vita e ad alcuni interventi mirati in campo sanitario”. “Si tratta di semplicemente di un’ipotesi allo studio, aperta alla discussione – ha detto però Balduzzi, -. Nelle leggende metropolitane nazionali è uscito anche che avrei intenzione di tassare Nutella e cotechino. Faccio notare che ci potrebbero essere anche dei profili problematici, nell’ipotesi in cui un responsabile pubblico si mettesse in testa di attaccare alcune delle qualità del nostro Paese. Altro discorso, e abbiamo già avviato un tavolo con produttori e ministero Agricoltura, è riuscire a fare un accordo con i produttori per diminuire alcune percentuali nei cibi, per esempio i famosi grassi saturi. Ma questo è tutto un altro discorso, che non può essere fatto con la leva fiscale, bensì con un accordo mirato”.

    Le calorie delle bibite gassate

    Per capire meglio di costa stiamo parlando, vediamo insieme quali e quante sono le calorie delle bibite gassate che vengono consumate più spesso da noi italiani. Secondo alcuni studi inoltre, il consumo di bibite gassate incoraggerebbe anche a mangiare più cibo spazzatura, con conseguenze disastrose sul nostro fisico e sulla nostra salute.

    Acqua minerale: 0 cal.

    Acqua tonica: 70 cal.

    Succhi di frutta confezionati: 85 cal.

    Coca cola: tra 90 e 120 cal.

    Limonata gassata: 86 cal.

    Coca Cola light: 1 cal.

    Succhi in polvere da diluire in acqua con basso contenuto calorico: 10 cal.

    Succhi in polvere da diluire in acqua: 50 cal.

    Acqua aromatizzata: 60 cal.

    Acqua aromaizzata light: tra 0 e 10 cal.

    Birra: 90 cal.

    Vino rosso: tra 130 e 176 cal.

    Vino bianco: 160 cal.

    Infusi di tè o caffè: 4 cal.