Il vino rende più intelligenti, parola di norvegesi. Ora lo so che riceverò una serie di messaggi in cui direte che è veleno e che fa male alla salute. Non esageriamo, bere troppo diventa una malattia e fa male, ma la giusta dose giornaliera è solo che un manna per il corpo. Si consigliano due calici a settimana (pochissimo, per gli amanti del vino). Lo rivela uno studio dell’Università di Tromsoe, in Norvegia, su oltre 5.000 uomini e donne dal quale emerge che un consumo non eccessivo di rosso o bianco è associato a prestazioni cognitive più brillanti. Stimola la perspicacia e la memoria, ma vediamo cosa hanno scoperto questi medici.

Bisogna fare molta attenzione ai cibi grassi, soprattutto nella dieta dei piccoli di casa. Sembrerebbe infatti che la carenza di frutta e verdura e il troppo cibo spazzatura, quello tipico dei fast food, oltre a contribuire ad alimentare una sorta di dipendenza fisica verso certe sostanze, potrebbe influenzare la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), nei bambini. A sostenerlo è uno studio del Telethon Institute for Child Health Research di Perth, in Australia, che ha confrontato su un campione di 1.800 ragazzi le loro preferenze in fatto di alimentazione. Forse criminalizziamo troppo gli hamburger, ma proviamo a capire cosa hanno scoperto i medici.

Mangiare riso, soprattutto in estate, è molto importante perché permette di cucinare piatti freschi e leggeri, ma al tempo stesso nutrienti. Il riso ha delle proprietà basilari, che spesso ci dimentichiamo di sfruttare. Prima di tutto è disintossicante e ha un effetto blandamente astringente (se brillato) oppure di stimolo (se integrale). Poi è altamente digeribile e non affatica lo stomaco. Quindi pensate a una faticosa giornata di lavoro. È perfetto per una pausa pranzo o un piatto mangiato in spiaggia, magari nel momento in cui ci si ritira perché fa troppo caldo. Dopo aver viaggiato attraverso le tipologie di riso, facciamo invece una piccola escursione in cucina.

Ci sono diete di tutti i tipi e devo dire che sul nostro sito le trovate quasi tutte. Oggi aggiungiamo una novità: la dieta Pritikin. Si chiama così perché prende il nome dal suo papà Nathan Pritikin, un ideatore che non aveva titoli in medicina (è ingegnere americano) ma che per passione personale si occupava di prevenire le malattie cardiovascolari. Questa diete come avrete capito serve a preservare la salute. Non è lo studio di un pazzo, perché l’ingegnere si è fatto aiutare da un medico, Lester Morrison. Ma vediamo insieme in cosa consiste questa dieta.
È scoppiato il caldo. Alla tv non fanno che ripeterlo, come se non lo sentissimo. Comunque per una questione di diligenza, vi passiamo i consigli base de Il ministero della Salute per combattere con una giusta alimentazione questa ondata di calore (che stando agli esperti non è neppure destinata a durate). Il cibo vi può aiutare a superare questo momento, soprattutto frutta e verdura che idratano e permettono di integrare zuccheri e sali minerali. Ma vediamo meglio cosa fare e cosa evitare, prima di sentirsi male. Fatemi sapere se avete qualche altro trucco interessante.
Ci sono giornate davvero pesante,dove la tensione sale a mille. Usate i cibi-antistress. L’alimentazione è una valido aiuto per combattere lo stress: non si può pensare di essere tesi come le corde di un violino e bere caffè, mangiare salato e magari attaccarsi alla bottiglia di coca-cola. Esistono degli alimenti che aiutano a rilassarsi, dei cibi antistress. Tra l’altro non sono prodotti particolari, esistono già sulle nostre tavole e sono facili da trovare nei negozi. Un esempio, le arance, ricche di Vitamina C riduce lo stress, aiutano a normalizzare la pressione sanguigna e i livelli di cortisolo.

In estate è facile bere molto di più e magari concedersi una bella bibita gasata e fresca. Bene, fate attenzione perché il sale non è l’unico nemico di arterie e cuore. Sembra infatti che le bevande zuccherate la capacità di far salire la pressione ed è un grave pericolo quando già si soffre di ipertensione. A sostenerlo è il ricercatore Liwei Chen dell’Università della Lousiana (Usa). La ricerca si è avvalsa di dati già esistendi, per estendere quanto più possibile lo studio. Fate davvero attenzione a quanto ha teorizzato questo medico, perché può essere utile per controllare la vostra salute.
Ci sono diverse teorie sulle diete, ma le principali sono due: quella per cui per dimagrire occorre stare attenti alle calorie e quella che sostiene che le calorie siano solo un aspetto. All’interno di queste tendenze poi ci sono gli studi dei vari regimi alimentari. Repubblica ha intervistato l’esperta Cara Ebbeling per fare un po’ di chiarezza. Vi riportiamo alcune sue spiegazioni, affinché si possa davvero sfatare qualche luogo comune e avere un’idea più precisa di cosa è meglio fare. Intanto, sostiene che esistano tanti aspetti e non soltanto le calorie, come l’indice glicemico, che in pratica indica la velocità con cui i carboidrati in un dato cibo sono assorbiti, e il carico glicemico.
Mangiare sano significa anche seguire le stagioni e nutrirsi con i prodotti stagionali. Almeno questo è quanto consigliano i nutrizionisti soprattutto nel passaggio inverno-primavera che rappresenta per il corpo e anche per la natura un risveglio dai periodi freddi. È importante variare le fonti alimentari, perché nessun cibo da solo ci può fornire il giusto apporto nutrizionale. Vediamo insieme cosa vuol dire assumere la frutta di stagione: gli agrumi ci permettono di coprire, quasi da soli, il fabbisogno di vitamina C ma albicocche, zucche e altri tipi di frutta hanno patrimoni, non solo vitaminici, diversi e non meno importanti, raccontano gli esperti di Kataweb.

Nonostante gli articoli e i post dedicati alla salute e alla dieta siano sempre molti, il 50% degli italiani non conosce la parola caloria, il termine utilizzato per indicare il contenuto energetico di un alimento. E quelli che invece sostengono di sapere di che si tratta, imputano il valore agli zuccheri contenuti. A darne la notizia è Silvana Hrelia, docente di biochimica della nutrizione alla facoltà di Farmacia dell’università di Bologna. I più ignoranti sono gli uomini, ma sta crescendo la loro formazione in materia, mentre le donne si difendono un po’ meglio.
Bere un bicchiere di vino è un piacere, ma fa pure bene alla salute, mentre esagerare sta diventando una patologia sociale: gli italiani che alzano il gomito sono il 16%. Il 34% dei bevitori, soprattutto giovani, pratica almeno una volta a settimana il binge drinking, la moda di bere in maniera compulsiva fino ad ubriacarsi. Un classico comportamento del weekend che poi porta alla disattenzione in macchina e ai quei numerosi incidenti stradali dove molte persone lasciano la vita. Voi cosa ne pensate di questo consumo di alcol? trovate che sia un comportamento assurdo o si faccia del proibizionismo?