Allarme digiuno per le adolescenti

Le adolescenti non mangiano: questo è il dato allarmante che arriva direttamente dalla "School Health Education Unit" a seguito di un’inchiesta sui comportamenti alimentari delle ragazzine inglesi, che ha analizzato i comportamenti a tavola di 32mila adolescenti fra i 10 e i 15 anni.

Pubblicato da Francesca Bottini Martedì 13 ottobre 2009

Le adolescenti non mangiano: questo è il dato allarmante che arriva direttamente dalla “School Health Education Unit” a seguito di un’inchiesta sui comportamenti alimentari delle ragazzine inglesi, che ha analizzato le abitudini a tavola di 32mila adolescenti fra i 10 e i 15 anni.

E i dati sono veramente inaspettati: le ragazzine infatti si concedono solo un pasto al giorno, giudicandosi spesso troppo grasse, anche quando la bilancia rivela un’altra verità.

Secondo gli esperti anche i modelli negativi influiscono molto su questi atteggiamenti: pensate all’eccessiva magrezza di Victoria Beckham, osannata come un’icona da seguire e imitare.

«Comportamenti di questo tipo potrebbero portare le ragazze in via di sviluppo a soffrire di disturbi alimentari come anoressia, bulimia o fame compulsiva, nonché causare una serie di patologie ad esse collegate a causa della mancanza di adeguate sostanze nutritive», affermano gli esperti.

Pensate che il 26% delle 14enni intervistate ammette candidamente di non fare colazione da mesi, così come il pranzo: in questi casi mi chiedo francamente dove siano i genitori e come facciano a non accorgersi di questi comportamenti!

Il 58 % delle adolescenti dichiara di non essere contenta del proprio corpo e di volere a tutti i costi dimagrire.

«È davvero senza senso saltare i pasti in questo modo e specialmente in un’età in cui il corpo si sta ancora sviluppando e ha bisogno di energia. Tutti i giorni siamo bombardati di immagini di corpi femminili irrealisticamente magri e questo potrebbe influenzare negativamente menti giovani e vulnerabili, ma portato alle estreme conseguenze, questo tipo di comportamento può aprire la strada a disturbi alimentari più gravi, che possono arrivare a distruggere una vita», spiega al “Daily Mail” Mary George, rappresentante dell’asssociazione “b-eat” che si occupa di disturbi alimentari.