Anoressia e bulimia: spesso diagnosi poco tempestive

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    Forse peggio della malattia, c’è solo l’incapacità di riuscire a diagnosticarla. Purtroppo succede nei casi di anoressia e bulimia, quando il fisico non è ancora così deperito e il malato sa nascondere gli atteggiamenti classici. Ma non è l’unico ostacolo: le prassi per ottenere diagnosi di anoressia e bulimia possono essere troppo severe, almeno secondo quanto sostiene un nuovo studio della Stanford University School of Medicine e del Lucile Packard Children’s Hospital (Usa). Spiegato in modo semplice: succede che i giovani con disturbi minori non vengono considerati malati, di conseguenza può non ricevere cure tempestive e trascinare la malattia.

    Anoressia e bulimia colpiscono in buona percentuale le ragazze adolescenti, ma si stima che anche altre fasce d’età ne siano sempre più coinvolte, e non solo il sesso femminile. Molto diffusa anche quella maschile, negli adolescenti. In base ai criteri attuali per ottenere una diagnosi di anoressia, tra gli altri, bisogna per esempio che il peso corporeo sia al di sotto dell’85% del peso che si dovrebbe avere, che (per le donne) vi sia un’assenza di almeno tre mesi del ciclo mestruale e il terrore di aumentare di peso nonostante si sia già indiscutibilmente sottopeso. Non tutti reagiscono così.

    Uno dei problemi legato al non riconoscimento degli EDNOS – Eating Disorder Not Otherwise Specified -come una patologia grave è che il sollievo dei genitori che si sentono dire dal medico che la propria figlia o figlio non rientrano nei parametri per l’anoressia o la bulimia cronica spesso li rende ciechi.