Anoressia: sedicenne muore dopo un anno di dieta

Questa è la tragica storia di una ragazza di sedici anni che dopo un anno di dieta è morta di anoressia: aveva cominciato la dieta con la mamma ma probabilmente qualcosa dentro di lei si è spezzato, portandola a non mangiare.

Pubblicato da Francesca Bottini Mercoledì 29 settembre 2010

Anoressia: sedicenne muore dopo un anno di dieta
Foto di Pete Bellis / Unsplash.com

Questa è una di quelle storie che non vorremmo mai raccontare: sta facendo il giro del mondo la notizia della giovane Anna Wood, morta dopo un anno di dieta. L’idea era venuta a lei e a sua madre: controllare l’alimentazione per perdere qualche chilo di troppo dopo i pranzi e le cene delle feste. La tragedia si è consumata a Wimbledon, in Inghilterra, e la sua storia è stata riportata dal Daily Mail. La ragazza non è mai stata grassa, semplicemente aveva preso qualche chiletto dopo le abbuffate natalizie. Tutto normale, insomma. Normale finchè non decide, insieme alla madre, di mettersi a dieta: una dieta che diventa un’ossessione e che l’ha portata alla morte in solo un anno di anoressia.

“Non è mai stata grassa, aveva solo un po’ di pancetta, ma era normale alla sua età – racconta ora la madre, Christine Gibson, 52 anni – dopo cinque o sei settimane io ho interrotto la dieta, ma lei ha continuato a mangiare pochissimo, meno di quanto pensassimo. A volte nascondeva il cibo per poi buttarlo via, lontana dai miei occhi. Nel giro di un paio di mesi è diventata magrissima”.

Anna infatti, dopo neanche un anno di questa vita era arrivata a pesare meno di 40 chili, per oltre 1 metro e 70 di altezza. Ad agosto il ricovero in ospedale, quando i genitori si sono resi conto che la situazione era diventata ingestibile.

Dopo un leggero miglioramento, la ragazza tornata a casa, ha ricominciato a non mangiare. Il febbraio scorso però Anna è svenuta in strada e in ospedale i medici le hanno diagnosticato un’ulcera perforata che l’ha portata alla morte.

Il 26 marzo Anna è morta per insufficienza cardiaca dopo un’operazione chirurgica che nel suo caso sarebbe stata molto difficoltosa.

Una storia davvero triste e scioccante: un tassello in più per confermare quanto la lotta ai disturbi alimentari sia fondamentale, ma che sottolinea anche che c’è bisogno di fare ancora moltissimo.