Dieta a zona: 7 errori da evitare

La dieta a zona promette un dimagrimento rapido e duraturo se eseguita secondo gli schemi e le tabelle nutrizionali. Si tratta di una dieta dimagrante personalizzata, quindi è molto facile commettere degli errori nella composizione del menu settimanale: vediamo come fare per mettere in pratica una dieta a zona senza fare errori.

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    dieta a zona

    La dieta a zona (spesso erroneamente chiamata dieta a zone) è una dieta dimagrante, ideata dal biochimico americano Barry Sears, che intende proporsi come un vero e proprio piano di educazione alimentare, più che come dieta dimagrante in senso stretto. Il dottor Sears ha sviluppato un sistema che controlla gli eicosanoidi, ormoni molto importanti, che svolgono la funzione di messaggeri biochimici: controllano praticamente ogni aspetto della fisiologia umana, e i loro livelli possono essere determinati o dall’assunzione di particolari farmaci o dall’alimentazione.

    La dieta a zona promette una perdita di peso rapida, anche se non possiamo definirla una dieta veloce, purché sia eseguita nel modo corretto con menù e schemi precisi. Per “zona” si intende il picco di massima efficienza fisica e mentale, che tale dieta dovrebbe aiutarci a raggiungere e a mantenere. Massima efficienza fisica vuol dire, tra l’altro, più massa magra e meno massa grassa, più forza e più resistenza, ma anche più salute. Per funzionare, la dieta settimanale deve basarsi su un vero e proprio schema, o meglio una ripartizione energetica che rispetti l’equilibrio dei macro nutrienti: 40% di carboidrati, il 30% di proteine e il 30% di grassi. La dieta a zona mediterranea rappresenta una variante più adatta allo stile alimentare di noi italiani e può essere sfruttata come dieta per dimagrimento senza dover fare troppe rinunce. Tuttavia, come per ogni regime alimentare, la dieta ideata da Barry Sears funziona solo se seguita scrupolosamente: vediamo allora quali sono i 7 errori da evitare, per non imbattersi nelle controindicazioni della dieta a zona.

    Digiunare

    spuntini dieta a zona

    Per tenere stabile la produzione ormonale il cibo va suddiviso in 5 pasti giornalieri, 3 principali e 2 spuntini; uno dei 2 spuntini, inoltre, andrebbe consumato circa mezz’ora prima di andare a dormire. Inoltre, non devono passare più di 5 ore tra un pasto e l’altro: in questo modo, si dovrebbe rimanere sazi per tutto il tempo che intercorre tra un pasto e l’altro grazie alla stabilizzazione della glicemia. Evitate quindi di saltare anche solo uno spuntino perché il segreto della dieta a zona sta proprio nel corretto bilanciamento dei nutrienti.

    Esagerare con i carboidrati

    dieta a zona2

    Gli unici carboidrati ammessi dalla dieta a zona sono quelli con un basso indice glicemico quindi prevalentemente frutta e verdura con alcune eccezioni. In particolare, nella dieta a zona, sono da evitare i dolci ma anche i cereali quindi pane, pasta, riso e la tanto amata pizza! Grazie alla dieta a zona mediterranea, è possibile ovviare a questo aspetto perché viene concessa a giorni alterni una porzione di pasta e due fette di pane; resta comunque indispensabile non esagerare e privilegiare cereali integrali.

    Sbagliare blocco

    proteine zona dieta

    La dieta a zona si basa sul sistema dei blocchi: per capire qual è il giusto numero di blocchi per noi dobbiamo tenere a mente che il fabbisogno alimentare di ciascuna persona si determina su base individuale, facendo un calcolo che prenda in considerazione peso, altezza, attività fisica quotidiana e percentuale di massa magra. Ogni blocco è composto dal 40% di carboidrati, 30% di proteine e 30% di grassi. Inutile quindi scaricare una qualunque dieta a zona da internet di 11 o 12 blocchi se non sapete con precisione di quanti blocchi avete bisogno per dimagrire.

    Il fai da te

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    Proprio per il complesso calcolo dei blocchi, delle percentuali dei nutrienti, è meglio non improvvisarsi dietologi ma rivolgersi ad un esperto che saprà calcolare il vostro fabbisogno proteico quotidiano, stabilire di quanto blocchi avete bisogno e darvi un esempio di menu settimanale. Ognuno di noi ha una vita più o meno sedentaria, una differente massa grassa e magra e solo un professionista saprà comporre una dieta a zona che risponda alle nostre precise esigenze nutrizionali.

    Protrarre la dieta nel tempo

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    La dieta a zona viene proposta come uno stile alimentare che può essere seguito anche per tutta la vita, tuttavia è bene fare un po’ di attenzione alle proteine: meglio non esagerare con l’apporto proteico perché potrebbe nel lungo periodo arrecare danni alla salute, in particolare il sovraccarico di reni e fegato con conseguenti problemi. Non tutti i nutrizionisti infatti concordano con il dottor Sears sulla correttezza della teoria degli ormoni, quindi è bene andarci cauti con la dieta a zona.

    Eliminare l’attività fisica

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    Come per molte diete equilibrate e salutari, anche nel caso della dieta a zona è previsto un po’ di esercizio fisico quotidiano: nello specifico, viene presa in considerazione la quantità di attività fisica praticata da ognuno di noi al momento di calcolare il fabbisogno proteico quotidiano. Pensare che seguire una dieta dimagrante ci esenti dal praticare attività fisica è molto comune ma è un approccio sbagliato: il movimento e lo sport fanno bene non solo alla linea ma anche alla salute in generale.

    Mangiare di tutto

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    Uno dei principi della dieta a zona è quello secondo cui non si deve rinunciare ad alcun alimento: in realtà, non è proprio così. Non tutte le proteine o i carboidrati sono uguali e mangiare un hamburger non è come mangiare una coscia di pollo; esistono infatti delle tabelle precise dove sono indicati i cibi consigliati e quelli che invece andrebbero evitati. Prima di comporre il vostro menu settimanale, date un’occhiata agli alimenti ammessi per evitare errori.