Dieta dei 17 giorni: la nuova moda alimentare

La dieta dei 17 giorni è la nuova moda alimentare che è stata lanciata da un dietologo americano e che sta avendo molto successo in tutto il mondo.

Pubblicato da Francesca Bottini Lunedì 11 aprile 2011

Dieta dei 17 giorni: la nuova moda alimentare

La dieta dei 17 giorni è il nuovo fenomeno alimentare, partito dal web. Potrebbe essere solo una leggenda che circola in internet ma, ad oggi, sono tantissime le persone che si sono mostrate interessate a questo programma dietetico. E’ stata inventata da un dietologo americano, il dottor Michael Moreno: si basa su un ciclo di 4 periodi di 17 giorni in cui dovrete alternare diete a base di carboidrati, proteine, frutta ed altri tipi di alimenti. Una dieta dimagrante miracolosa a quanto pare, che ha però suscitato anche moltissime polemiche e critiche.

La dieta si basa su un principio molto semplice: con meno calorie introdotte nell’organismo, ci saranno più calorie bruciate. Il dietologo che l’ho inventata sostiene che dopo un ciclo si possono perdere fino a 2,5 kg, e man mano che si va avanti i chili persi aumentano sempre più.

Ovviamente il dietologo ha anche pubblicato un Dvd in cui spiega il suo regime miracoloso. Secondo le prime informazioni, sembrerebbe che la dieta preveda una colazione molto povera, con solo un biscotto, l’eliminazione del sale e il divieto di consumare salsine tranne la senape. Nessuno spuntino tra un pasto e l’altro ma bisogna sempre fare il pieno di yogurt greco.

La dieta si è diffusa tramite i social network come Facebook e Twitter, ma non sappiamo se si tratti solo di un’abile strategie di marketing.

Il dietologo Moreno, intervistato dalla rete ABC, ha dichiarato: “Penso che questa dieta è probabilmente l’unica dieta per tutti. E questo significa che se si vogliono perdere 2,5 chili per la riunione del liceo che si avvicina, se desiderate perdere 68 chili, o se siete invece a vostro agio così come siete o come guardate alla vostra salute e il vostro peso, così è. Questo è solo un modo per non concentrarsi solo sulla scala mobile, ma focalizzarsi sulla buona, giusta, salute dell’apparato digerente”.