Il peperoncino nella dieta toglie i dolori

Al centro di 9.000 studi ci sono le proprietà del peperoncino e della molecola capsaicina, una sostanza tipica della spezia che causa bruciore su lingua e palato quando mangiamo piccante. Questa sostanza è un potente analgesico

Pubblicato da Valentina Morosini Martedì 30 giugno 2009

Un po’ di piccante, rende la vita più interessante. Il peperoncino, afrodisiaco per eccellenza, è diventato un preziosissimo alimento non solo per la nostra dieta ma anche per la nostra salute. L’Agenzia italiana del farmaco l’ha riconosciuto come un potentissimo analgesico.
Avete presente quel pizzichio che proviamo in bocca, soprattutto sulla lingua, quanto mangiamo piccante? E’ dovuto alla capsaicina, una molecola che si lega a dei ricettori (Trp1). Quest’ultimi sono associati ad alcune forme del dolore neuropatico – racconta il Corriere Salute – e la loro attività diminuisce quanto più esposti alla capsaicina. Ecco qui spiegato perché ha capacità analgesiche.

Sono già diversi i farmaci a base di peperoncino (dai cerotti alle pomate) e servono come antidolorifici. Fanno diminuire di 2 punti l’intensità del dolore percepito, su una scala da 1 a 10. L’università di Bordeaux sta ancora studiando altri effetti di questa spezia (sono già 9.000 gli studi di cui è protagonista).

Intanto sappiamo che ha un ruolo benefico anche per alleviare il mal di stomaco. Uno studio dell’università di Bologna ha dimostrato che 2 grammi e mezzo al giorno di peperoncino in polvere diminuiscono del 60% il dolore, la nausea, il gonfiore addominale. “Si tratta di dati ancora da confermare”, mette le mani avanti Silvia Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano.