Il pesce fritto aumenta il rischio di ictus

Il pesce fritto è ricco di omega 3, ma la frittura comporta gravi problemi alla saluta, tra cui l'aumento dell'incidenza dell'ictus.

Pubblicato da Valentina Morosini Mercoledì 5 gennaio 2011

Il pesce fritto aumenta il rischio di ictus

Il pesce fritto è un piatto abbastanza tipico in alcuni paesi come gli Stati Uniti. Esiste infatti una zona, considerata la cintura dell’ictus, perché ha alti tassi di malattie cardiovascolari. Questa area geografica comprende Stati meridionali degli Usa, come North e South Carolina, Georgia, Alabama, Mississippi, Tennessee, Arkansas e Louisiana. Il colpevole sembra proprio il buonissimo fish and chip. Che dire, a volte un’abitudine alimentare può davvero rovinare la vita, anche se si tratta di un cibo sano come il pesce.

Il pesce contiene acidi grassi omega-3, utili per ridurre il rischio di ictus, e l’American Heart Association raccomanda di consumarlo almeno due volte a settimana. Ma la frittura distrugge questi acidi grassi naturali, cui si sostituisce un’abbondante quantità di olio da cucina.

L’olio spesso non è di buona qualità e soprattutto viene cambiato troppe poche volte. Gli scienziati della Emory University hanno analizzato la dieta di oltre 21mila persone in tutti gli Stati Uniti, rilevando che gli abitanti della ‘cintura dell’ictus’ rispettano la regola di consumare pesce due volte ogni sette giorni. Quindi i parametri sono anche corretti, il problema sta nella frittura.

Sarebbe più opportuno farlo al forno o bollirlo. L’autore principale dello studio, Fadi Nahab, precisa che questo è solo uno dei potenziali fattori che contribuiscono a incrinare la salute delle persone. C’è poi il consumo di poca verdura e frutta, l’abuso di bibite zuccherate e la vita sedentaria.