L’obesità danneggia il cervello che perde il controllo del peso

Mangiare cibi grassi danneggia i neuroni, che a loro volto annebbiano la mente, che non riesce più a distinguere tra senso di fame e di sazietà. Ecco quindi svelato il meccanismo malato che sta dietro l'obesità

Pubblicato da Valentina Morosini Venerdì 30 dicembre 2011

L’obesità danneggia il cervello che perde il controllo del peso

Siamo in tempo di feste, ma non si può non parlare di obesità. Prima di tutto perché è un gravissimo problema che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto l’Occidente e poi perché proprio in questo periodo si tende a mangiare di più. L’ultima ricerca su questa tematica ha scoperto che l’obesità altera il funzionamento dell’ipotalamo, regione del cervello indispensabile per il controllo del peso. A dirlo sono gli esperti dell’Università di Washington (Seattle, Stati Uniti). Ma vediamo come sia possibile.

Secondo i ricercatori l’obesità è associata al danneggiamento dei neuroni presenti a livello dell’ipotalamo, sia nei roditori sia negli uomini. Non è la prima volta che parliamo di meccanismi chimici e di condizionamento psicologico. Vuol dire che più studi sono riusciti a mettere in relazione mente e cibo, studiandoli da diverse prospettive.

Una dieta ricca di grassi, secondo gli scienziati, scatena nell’ipotalamo dei processi infiammatori i cui danni possono essere limitati, inizialmente da meccanismi di neuroprotezione. A lungo termine però possono danneggiare i neuroni definitivamente. Una dieta ricca di grassi può quindi sopprimere la formazione di nuovi neuroni.

Questo che cosa provoca? Il cervello ovviamente perde il controllo del corpo e non riesce più a distingue tra senso di fame e di sazietà. Di conseguenza si tende a ingrassare e ovviamente a peggiore il proprio stadio di obesità, con tutte le controindicazioni che questo comporta per la salute del fisico. Questa ricerca si può collegare a quella sull’invecchiamento e sulla molecola del Creb1.