L’obesità è una questione di geni

L'obesità dipende dal patrimonio genetico. Ci sono alcuni geni che agiscono sullo stimolo della fame nel cervello. Questo studio non solo dimostra il motivo dei pesi di troppo, ma ha come obiettivo l'analisi di alcune malattie come il diabete. Se siete a dieta consultate un medico affinché vi prescriva la giusta tabella alimentare

Pubblicato da Valentina Morosini Giovedì 18 giugno 2009

I chili di troppo sono un problema genetico, non si tratta di una spiegazione per giustificare chi negli anni ha mangiato in modo incontrollato accumulando grasso. Un gruppo di ricercatori del consorzio Giant (Genetic Investigation of Anthropometric Parameters) ha, infatti, scoperto questa relazione.
Sono stati individuati sei nuovi geni correlati allo sviluppo dell’obesità che, per esempio, influenzano lo stimolo della fame nel cervello. Probabilmente ce ne saranno altri o si scopriranno altri legami. Ad oggi hanno esaminato 2 milioni di variazioni del Dna, ricollegabili all’ingrassamento patologico di 32mila soggetti studiati.

Questa è solo una delle tante ricerche che negli ultimi anni sono state affrontate sul tema. Il valore di questo tipo di studio non sta solo nel capire che essere obesi non significa darsi agli stravizi, ma nel capire il valore genetico di alcune malattie, come il diabete. Inoltre chi ha problemi di peso, per motivi genetici, farà molta più fatica a dimagrire e non è detto che le diete siano efficaci e sufficienti.

Se avete appena intrapreso un regime alimentare non dovete scoraggiarvi, è solo una ricerca. Inoltre, soprattutto se si parla di bambini, non vuol dire che chi è geneticamente predisposto diventerà sicuramente obeso, ma rischia di più. E per le diete: siate costanti, non affidatevi al fai-da-te. Molto più saggio è consultare un dietologo e farvi prescrivere un percorso di dimagrimento adatto al vostro fisico e alle vostre forze. Intanto evitate cibi grassi o dolciumi.