Obesità, la causa potrebbe essere un’alterazione nella flora batterica

La flora intestinale delle persone obese presenta delle alterazioni che potrebbero spiegare come mai le persone grasse fanno fatica a smaltire le calorie ingerite con il cibo

Pubblicato da Valentina Morosini Mercoledì 1 febbraio 2012

Obesità, la causa potrebbe essere un’alterazione nella flora batterica

L’obesità e i disturbi metabolici non sempre dipendono dallo stile di vita o dalla dieta ipercalorica. Attenzione, quest’ articolo non deve essere una scusa per sentirsi meno colpevoli dopo una bella abbuffata. Le regole per contrastare i chili di troppo sono sempre le stesse: una dieta equilibrata, come la dieta mediterranea, e tanto sport. Secondo Antonio Gasbarrini, componente dell’European Association of Gastroenterology Endoscopy and Nutrition (Eagen), però, a influire sul peso potrebbe esserci anche un’alterazione nella flora batterica intestinale.

Ha reso nota la notizia al Congresso internazionale ‘Aidpit-Epita’ a Innsbruck. Secondo l’esperto, “alcune modificazioni intervenute nella flora batterica intestinale possono anche avere importanti implicazioni sullo sviluppo di massa grassa, insulino-resistenza e infiammazione a bassa intensità”. Ma vediamo meglio che cosa ha scoperto.

I diversi livelli di alcuni tipi di batteri intestinali possono influenzare il modo in cui il fisico riesce a elaborare i cibi. Nell’intestino, come abbiamo detto in molte occasioni, esistono numerosi microrganismi che vivono in simbiosi e formano quello che è stato definito il ‘microbiota intestinale‘.

Il ‘microbiota intestinale’ dovrebbe essere specifica per ogni persona, anche se la base è uguale per tutti. Cosa succede? Gli obesi hanno nel proprio ‘microbiota intestinale’ meno diversità e vie metaboliche alterate. Dopo l’elaborazione dello studio, condotto su modello animale (i topi), l’ esperto ha dichiarato: “Questi cambiamenti sembrano portare a un aumento dell’estrazione calorica dal cibo ingerito, delle riserve energetiche immagazzinate e dell’insulino-resistenza”. Chissà che questa sia la base per l’elaborazione di alcune terapie, magari proprio a base di probiotici e prebiotici.