Obesità, malattia in calo negli Stati Uniti

Le iniziative per ridurre i grassi a tavola, favorire l'attività fisica e far conoscere il contenuto calorico dei cibi sembrano dare i primi frutti negli Stati Uniti, alle prese da anni con un'epidemia di obesità. Secondo gli ultimi dati, pubblicati online su 'Jama', nel 2007-2008 gli extralarge sono ancora molto numerosi nel Paese (circa un terzo della popolazione adulta è obeso) ma, per la prima volta negli ultimi decenni, il tasso di crescita dell'obesità sembra rallentare.

Pubblicato da Valentina Morosini Giovedì 14 gennaio 2010

Obesità, malattia in calo negli Stati Uniti

Il primo incoraggiante risultato è stato ottenuto: secondo gli ultimi dati il tasso di crescita degli obesi in Usa sembra essere rallentato. Si vede che le campagne di sensibilizzazione, le iniziative per ridurre i cibi grassi a tavola e fuori pasto, promuovere l’attività fisica sono davvero servite a qualcosa. Tenete conto che negli Stati Uniti le persone extralarge sono quasi un terzo della popolazione. Ovviamente non si può parlare di controtendenza o risoluzione del problema, ma di certo è un primo passo. Voi che ne dite: credete che in Italia si stia facendo a sufficienza?
Lo studio, condotta da Katherine Flegal dei Centers for Disease Control and Prevention, ha raccolto i dati relativi ad altezza e peso di 5.500 americani con più di 20 anni, confrontando i risultati con quelli degli anni ’70, ’80 e ’90 del Novecento.

Secondo i ricercatori ci sono le basi per un cauto ottimismo. I programmi per aumentare l’attività fisica e ‘tagliare’ le calorie, scrivono gli scienziati, potranno portare “a futuri cali nella prevalenza dell’obesità”. Stando agli ultimi dati nel 2007-08 la prevalenza di obesità negli Stati Uniti era del 33,8%, con il 32,2% fra gli uomini e il 35,5% fra le donne. Il record spettava alle donne di colore (non ispaniche), con il 49,6%.