Obesity day 2010, il primo rapporto italiano

Termina oggi l'obesity day 2010, che ha promosso il buon vivere in modo sano e salutare per due giorni, mettendo in luce i problemi italiani

Pubblicato da Valentina Morosini Lunedì 11 ottobre 2010

Obesity day 2010, il primo rapporto italiano

Si conclude oggi l’ultima giornata di Obesity Day, la manifestazione organizzata dall’ dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi) per sensibilizzare il Paese sui rischi dell’obesità. In quest’occasione è stato reso pubblico anche un rapporto che mette in luce le contraddizioni italiane sugli stili di vita e il desiderio di essere in forma degli italiani. Non si può dire che l’informazione non abbia aiutato a diffondere un po’ di cultura del buon peso e della buona cucina, ma a prevalere sono più le motivazioni estetiche che salutistiche. L’italiano però non si lascia spaventare dall’ago della bilancia, perché la gola – purtroppo – è sempre più forte di lui e dei suoi desideri.

A peccare di più sono gli anziani e gli uomini, che hanno attuato il sorpasso sulle donne. Il 27% non ha mai seguito una dieta, il 22% si è “arrangiato”, mentre un obeso su dieci dice di “star bene così”, percentuale che vola al 47% tra i sovrappeso. In tutto in Italia abbiamo 4 milioni e 700mila obesi e di recente c’è stato un vero e proprio ribaltone: nella fascia d’età 35-74 anni, gli uomini hanno superato le donne.

La donna negli anni è diventata più consapevole del proprio corpo, gli uomini sono schiavi del lavoro e spesso pranzano fuori casa convinti che mangiare un “insalatona” risolva il problema ma non fanno alcuna attività fisica.

Molta male anche i bambini: 138mila i piccoli obesi e la situazione peggiora ovunque, con l’eccezione della Basilicata dove si registra un lieve miglioramento. Sono sempre più giovani, tra i 25 e i 45 anni, le donne che chiedono alla chirurgia un aiuto contro l’obesità. La richiesta sale tra i giovanissimi anche se non ci sono le indicazioni cliniche.