Obesity day 2010, il primo rapporto italiano

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    Obesity day 2010, il primo rapporto italiano

    Si conclude oggi l’ultima giornata di Obesity Day, la manifestazione organizzata dall’ dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi) per sensibilizzare il Paese sui rischi dell’obesità. In quest’occasione è stato reso pubblico anche un rapporto che mette in luce le contraddizioni italiane sugli stili di vita e il desiderio di essere in forma degli italiani. Non si può dire che l’informazione non abbia aiutato a diffondere un po’ di cultura del buon peso e della buona cucina, ma a prevalere sono più le motivazioni estetiche che salutistiche. L’italiano però non si lascia spaventare dall’ago della bilancia, perché la gola – purtroppo – è sempre più forte di lui e dei suoi desideri.

    A peccare di più sono gli anziani e gli uomini, che hanno attuato il sorpasso sulle donne. Il 27% non ha mai seguito una dieta, il 22% si è “arrangiato”, mentre un obeso su dieci dice di “star bene così”, percentuale che vola al 47% tra i sovrappeso. In tutto in Italia abbiamo 4 milioni e 700mila obesi e di recente c’è stato un vero e proprio ribaltone: nella fascia d’età 35-74 anni, gli uomini hanno superato le donne.

    La donna negli anni è diventata più consapevole del proprio corpo, gli uomini sono schiavi del lavoro e spesso pranzano fuori casa convinti che mangiare un “insalatona” risolva il problema ma non fanno alcuna attività fisica.

    Molta male anche i bambini: 138mila i piccoli obesi e la situazione peggiora ovunque, con l’eccezione della Basilicata dove si registra un lieve miglioramento. Sono sempre più giovani, tra i 25 e i 45 anni, le donne che chiedono alla chirurgia un aiuto contro l’obesità. La richiesta sale tra i giovanissimi anche se non ci sono le indicazioni cliniche.