Pausa pranzo: il kebab è una bomba calorica

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    È il simbolo della multiculturalità: il kebab o doner kebab. Il nuovo panino, avvolto in una piadina o pita, con pezzi di carne arrostita (montone o manzo, nelle varianti classiche, ma anche agnello e pollo). È accostato a verdura cruda e a salsine, letali per la linea. I primi anni che lo vedevamo in vendita tra le nostre strade eravamo un po’ scettici, ma ora ci siamo abituati e per alcuni è diventato un appuntamento della pausa pranzo. Oggi ci chiediamo se fa male alla linea? È abbastanza ovvia la risposta, anche perché se pensiamo solo al condimento è chiaro che è molto unto. Ma vediamo cosa ne pensano gli esperti.

    Mangiare un kebab può voler dire assumere anche 1.000 calorie in una volta sola. Sono tantissime se si pensa che, in media la dita è fatta da 2.000 calorie, e al doner dovremmo aggiungere anche ancora la bibite e il caffè. Con meno della metà delle calorie dovremmo consumare la cena e la colazione. Non dico che sia impossibile, ma quasi.

    “Il grosso cilindro di kebab fatto arrostire su uno spiedo verticale non sempre risponde al tipo di carne che dovrebbe essere – afferma il nutrizionista Migliaccio – Spesso ci sono tracce di carne di maiale insieme a quella di agnello, vietata per determinate religioni. Quindi bisogna stare attenti sia da un punto di vista calorico che della composizione”.

    La carne viene tagliata con il rasoio e questa tecnica permette al grasso sciolto di rimanere sulla carne, impregnandola ed evitando che diventi troppo secca e dura. Difficilmente tutti gli spiedi vengono terminati a fine giornata, quindi deve essere conservato e il più delle volte senza rispettare gli standard di sicurezza alimentare.

    Foto tratte da

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