Tabagismo: sono in calo i fumatori in Italia

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    Finalmente una bella notizia, una vittoria per la salute di tutti. In Italia sono diminuite le persone con il vizio del fumo. Quest’anno infatti si registrano circa 2 milioni di fumatori in meno rispetto all’anno passato. A dimostrare questa inversione di tendenza sono i dati elaborati da Doxa. Il problema grave sta però in un unico dato: le donne sono quelle che proprio non riescono a rinunciare alla bionda. Infatti a smettere sono sempre gli uomini, forse più responsabili e attenti alla loro salute. C’è anche un problema di carattere culturale: la sigaretta è un modo per esibire potere e a volte quando se ne ha poco serve a darsi un tono più.

    « Nelle forti fumatrici i rischi di cancro sono 60 volte più alti di quelli che corrono le non fumatrici, negli uomini al massimo si moltiplicano per 30. Per non parlare del cancro alla cervice uterina e della menopausa che per le tabagiste arriva in media un anno prima», racconta a Libero Eva Negri, ricercatrice dell’Istituto Mario Negri di Milano. Purtroppo le donne si ammalano di cancro con più facilità.

    In Italia si fumano in media 13 sigarette al giorno: 14,5 per gli uomini e 11,5 per le donne. Ma c’è un 43,3% di tabagisti che accende fino a 24 sigarette e un 6% di ossessionati dalle bionde che arriva a fumarne più di 25.

    Il vizio arriva tra i 25 ai 44 anni, fascia d’età in cui si concentra la percentuale più alta di fumatori, il 26,6%. Al secondo posto, con una percentuale del 25,7%, la fascia che va dai 45 ai 64. E dove si fuma di più? Soprattutto il Sud Italia e le Isole, dove fuma il 22,3% della popolazione. Più virtuoso il Nord con il 21,1%. E chissà che con la bella stagione non venga voglia di smettere, magari seguendo una bella dieta.